
Acutis, il santo millennial conquista tv e cinema
Il biopic Il mio nome è Carlo, domenica su Canale 5, interpretato da Samuele Carrino, racconta la vita del ragazzino stroncato dalla leucemia che usava i social per divulgare la fede cristiana. In ottobre nelle sale un documentario con testimonianze di genitori, amici e sacerdoti sul suo percorso spirituale

Gli Europei di Rai 1 sono grigi e abborracciati
Nella squadra composta da conduttori, ospiti e inviati manca l'affiatamento per apparecchiare un racconto godibile. Alla povertà linguistica dei cronisti si aggiunge il clima festaiolo per cui quello che conta è solo che la Nazionale avanzi. A rovinare l'euforia le pagelle di Damascelli che riportano alla realtà

«La sinistra non ha più l’egemonia culturale»
Alessandro Giuli, presidente della Fondazione MAXXI: «La destra oggi suona una musica migliore. Sono gli stessi intellettuali progressisti a voler dialogare con il mondo conservatore. La fase di rigetto della cancel culture è avviata. Ci sono molti potenziali Giuseppe Berto che vanno fatti crescere»

Sky conferma gli show e tenta di rinnovare le serie
Alla presentazione dei palinsesti si teorizza che format che vince non si cambia, ma X-Factor modifica quasi tutta la squadra. Nella fiction si punta ad allargare l'offerta a un pubblico più generalista con gli 883 e Piedone e si cercano strade nuove con M. Il figlio del secolo dal libro di Antonio Scurati

«L’euroburocrazia ci trasforma in sonnambuli»
Giuseppe De Rita: «La Ue è fatta di palazzi lontani e di normative gelide. Manca una visione, quella che, per esempio, ha sorretto chi ha fatto la ricostruzione nell'Italia del dopoguerra. Nelle urne, oltre a Meloni e Schlein ha vinto l'astensionismo. Ambiente e guerra sono stati ridotti a fatti di opinione»
Maurizio Caverzan
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