
La meta si avvicina, talk show antiMeloni sfrenati
Da dopo il referendum i salotti tv sono scesi in campagna elettorale. Obiettivo: detronizzare Giorgia. Il salto di qualità c'è stato con il caso Ranucci-Nordio e ora Renzi è dovunque a chiedere le dimissioni della premier, Giannini parla del governo inutile come un disabile, Crozza sponsorizza la Salis e la Gruber...

La tv di Celentano si è fermata al Novecento
Era davvero difficile rimettere in piedi lo spettacolo attorno a Adrian dopo il clamoroso flop di sei mesi fa. Canale 5 ci ha provato, chiedendo al Molleggiato di esserci in carne e ossa. Si è allestito un talk sulla crisi della televisione, ma ne è risultato uno show malinconico e fuori dallo spirito del tempo

«Con più coesione, arriviamo a fine mandato»
Il premier Giuseppe Conte: «Sullo scudo penale il governo è pronto a fare la sua parte, ma il problema di ArcelorMittal è industriale. Realizzeremo il programma annunciato, ma non sono tollerabili smarcamenti di singoli leader. Non ho conflitti d'interessi. Non ho tempo di partecipare a campagne elettorali»

«Vi racconto la vera storia della crisi di mezza estate»
Paolo Becchi, già ideologo dei 5 stelle per la vicinanza a Casaleggio: «Il 25 agosto Salvini chiama Mattarella proponendo Di Maio premier, ma il presidente non si sbilancia. Il giorno dopo Zingaretti dà l'ok a Conte. Grillo doveva restare defilato, dopo l'intesa col Pd il M5s diventerà un partitino ecologista»

Ricolfi: «Italiani gran signori… ancora per poco»
Nel saggio La società signorile di massa il sociologo spiega perché «l'Italia è un caso unico al mondo: un Paese che gode di benessere diffuso, dove i cittadini che lavorano sono meno di quelli che non lo fanno, dove l'economia è ferma e dove esiste una diffusa infrastruttura paraschiavistica...»
Maurizio Caverzan
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