
Acutis, il santo millennial conquista tv e cinema
Il biopic Il mio nome è Carlo, domenica su Canale 5, interpretato da Samuele Carrino, racconta la vita del ragazzino stroncato dalla leucemia che usava i social per divulgare la fede cristiana. In ottobre nelle sale un documentario con testimonianze di genitori, amici e sacerdoti sul suo percorso spirituale

La Wada usa Sinner per ridarsi una credibilità
L'Agenzia mondiale antidoping ricorre contro l'assoluzione dell'Itia che aveva decretato «nessuna colpa o negligenza» per la positività al Clostebol: vuole rifarsi l'immagine dopo aver assolto i nuotatori cinesi alle Olimpiadi di Tokio. Jannik: «Sono deluso, ma collaborerò per provare ancora la mia innocenza»

«Giovani ansiosi a causa del lavaggio del cervello»
Federico Rampini pubblica Grazie, Occidente! come antidepressivo «per la nostra società nella quale i ragazzi patiscono la pressione delle élite perché la storia è raccontata come un romanzo criminale. La sinistra europea si accorge di aver sbagliato sull'immigrazione, ma non vedo svolte in quella italiana»

Amadeus trascinerà il Nove o il Nove livellerà lui?
Dopo la prima uscita con Chissà chi è e il Suzuki music party ci si chiede quale sarà il destino del conduttore di 5 trionfanti Sanremo. A differenza di Fazio, che ha la sua community, lui è ultrageneralista. Allora, per il pubblico meglio restare su Rai 1, con un quiz più forte e un De Martino più nuovo

«Nel cinema italiano c’è troppo assistenzialismo»
Giampaolo Letta, ad di Medusa Film: «Il tagliando alla legge Franceschini era doveroso, l'accesso agli incentivi fiscali era troppo facile. Ora sono raddoppiati i contributi selettivi, perciò serve una commissione molto competente. In questi anni si è prodotto troppo, ma non sono molti i film fantasma»
Maurizio Caverzan
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